Il mio percorso con la scrittura

Primi approcci

Il mio legame con la scrittura è iniziato quando ero solo una bambina, in un pomeriggio qualunque. All’epoca frequentavo la quinta elementare e devo dire che studiare non mi dispiaceva affatto.
Il pomeriggio in questione la maestra d’italiano ci assegnò un tema a piacere ed io subito cominciai a preoccuparmi, convinta che avrei consegnato il foglio in bianco. Aspettavo impaziente una qualunque idea per una storia, non mi importava nemmeno che fosse perfetta, l’importante era riuscire a scrivere qualcosa. Poi, improvvisamente, non so neanche io come, smisi di disperarmi. Impugnai la penna e scrissi una prima parola, ne aggiunsi un’altra e poi un’altra ancora. In poco tempo avevo formato una frase e la frase era diventata una pagina intera. Continuai a scrivere ininterrottamente durante le due ore successive e al momento della consegna mi resi conto di aver raggiunto ben dodici pagine, un traguardo totalmente inaspettato che mi rese particolarmente fiera di me stessa.
Purtroppo, dello stesso parere non fu la mia insegnante, che giudicò il mio tema eccessivamente lungo, senza una vera trama. Quelle parole mi segnarono profondamente, tanto che per molto tempo la mia creatività ne risentì e, col passare del tempo, inventare una storia era diventata ormai un’impresa ardua.
Avevo tentato di dar vita alla mia fervida immaginazione e avevo fallito miseramente. Col senno di poi so di essere stata troppo severa con me stessa (in fondo ero solo una bambina), ma allora non me ne resi conto. Perciò mi convinsi che scrivere non faceva per me e mi concentrai su altro.

Come nasce una passione

Intanto la mia vita procedeva come quella di qualsiasi altro bambino, ma mentre all’esterno ero soltanto un volto fra mille altri, dentro sapevo di non essere normale. Mi sentivo quasi sempre triste, sola e incompresa. Ogni giorno pareva identico al precedente e tra un pianto e l’altro speravo solo che prima o poi qualcuno, o qualcosa, sarebbe venuto a salvarmi. Avevo un gran bisogno di sfogarmi, di essere ascoltata, ma non avevo amici e il rapporto con la mia famiglia non era esattamente dei migliori. La situazione sembrava solo poter peggiorare, finché un giorno presi una decisione che mi cambiò decisamente la vita.
Ricominciai a scrivere.
Non c’era nessun insegnante a giudicarmi questa volta né avevo un obiettivo preciso da raggiungere. C’erano solo i miei pensieri, una penna e un diario. La ricetta perfetta per esorcizzare qualsiasi dolore.

Posso scrollarmi di dosso tutto mentre scrivo; i miei dolori scompaiono, il mio coraggio rinasce.

ANNE FRANK

La scrittura è vita

Sono trascorsi gli anni e molte cose sono cambiate, ma non la mia passione per la scrittura.
Lo ammetto, non è sempre stata una relazione stabile, anzi, è stata tutt’altro che stabile. Ricordo bene tutti quei periodi in cui sapevo esattamente ciò che volevo esprimere, ma per quanto ci provassi, le parole non erano mai quelle giuste. Ricordo la frustrazione, la sensazione di non essere abbastanza brava, i momenti di sconforto in cui chiudevo arrabbiata il quaderno rimasto vuoto.
Eppure, nonostante le mille difficoltà, scrivere è rimasto il mio unico e solo modo di comunicare. Immediato, facile, istintivo… un po’ come respirare. Se c’è una certezza che ho nella vita, è che la mia mano non smetterà mai di muoversi veloce, afferrare un foglio e riversarvi sopra ogni mio pensiero, ricordo o emozione.

Fra mille anni non sarà rimasto niente di me, tranne l’inchiostro. Un inchiostro nero, incancellabile, immortale… un nero indelebile.

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